Come eravamo

In questa sezione vorremmo raccontarvi la storia delle 27 edizioni della Scarpa d'Oro Internazionale, la corsa su strada che è stata la "progenitrice" dell'attuale mezza maratona, e che ha visto negli anni la partecipazione dei più grandi campioni di sempre della disciplina.

La Scarpa d’Oro Internazionale nasce ufficialmente in un giorno di aprile del 1980 dentro un ristorante di Legnano...

Di seguito trovate le storie dei vincitori, di tutte e 27 le edizioni:



Come eravamo - 2006, Paul Kimaio Kimugul vince l'ultima edizione della Scarpa d'Oro Internazionale

Scritto da Manuela, 17-03-2010 07:15

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Paul Kimayo Kimugul, che una settimana prima aveva dominato la Stramilano, ha confermato le sue eccezionali condizioni di forma, gestendo da protagonista assoluto la 27° edizione della Scarpa d'Oro di Vigevano. Il 25enne campione keniano in forza alla Running Team Cover Mapei ha stroncato la resistenza degli avversari nel tratto di salita subito dopo la Piazza Ducale: in quel segmento di percorso sembrava volare ed così riuscito ad accumulare il vantaggio sufficiente per evitare possibili sorprese in volata. Infatti nell'ultimo giro l'altro keniano Philemon Kisang si è avvicinato pericolosamente ma il distacco era ormai incolmabile. Al terzo posto è arrivato il tanzaniano Martin Sulle. Primo degli italiani il bellunese delle Fiamme Gialle Gabriele De Nard che ha cercato di rimanere attaccato al gruppetto africano sin dal primo metro di gara. Delusione cocente per l'ucraino Ivan Heshko che aveva annunciato di essere in buone condizioni ma invece è uscito di scena subito dopo il primo chilometro: un atteggiamento poco professionale. E' un peccato perchè da lui ci si aspettava almeno una risposta all'attacco africano.

Ordine di arrivo: 1. Paul Kimaio Kimugul (Ken) 23'03", 2. Philemon Kipchumb Kisang (Ken) 23'04", 3. Martin Sulle (Tan) 23'05".

Dopo 27 edizioni, cala così il sipario sulla Scarpa d'Oro Internazionale, che lascerà il posto alla Scarpa d'Oro Half Marathon che nel frattempo ha corso la sua edizione 0, vinta dal varesino Marco Brambilla. Lo scarso interesse da parte di media e di sponsor verso questo tipo di avvenimenti, unito ad una contemporanea e crescente richiesta da parte di amatori e semplici appassionati di running, ha fatto propendere gli organizzatori a cambiare tipo di manifestazione. Sempre, però, con la solita formula di successo. 

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Come eravamo - 2005, torna a vincere Sergey Lebid

Scritto da Federica, 15-03-2010 08:55

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lebid 2001-2005Sergey Lebid, il biondo atleta ucraino, cinque volte campione del mondo è di nuovo il re della Scarpa d’Oro di Vigevano, vincendo davanti ai keniani John Cheruiyot Korir e David Chelule, arrivati nell’ordine. Quando nel quarto dei sette giri Korir ha rotto gli indugi allungando prepotentemente, Lebid gli si è incollato alle spalle senza mai perdere la scia. Sornione ha atteso gli ultimi trecento metri, un tratto in piano, poco prima di entrare in Piazza Ducale, per sferrare il suo attacco micidiale. E quando ha deciso di andarsene nessuno è più stato in grado di riprenderlo. Positiva la prova Ruggero Pertile, quarto al traguardo e primo degli italiani. Il veneto ha condotto una gara accorta e tutta in rimonta che lo ha visto recuperare posizioni su posizioni e lasciarsi alle spalle atleti più abituati a gare corte e nervose.

Ordine d’arrivo: 1. Sergey Lebid (ukr) 23:19, 2. J. Korir (Ken) 23:24, 3. D. Chelule (Ken) 23:47

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Come eravamo - 2004, vittoria di Benson Barus

Scritto da Federica, 12-03-2010 11:51

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Ha vinto l’ultimo arrivato. No, non stiamo scherzando. Sotto l’arco che riproduceva la Piazza si è imposto il 24enne keniano Benson Barus che si era iscritto al cast dei campioni quando le iscrizioni erano praticamente chiuse. Il nuovo “re di Vigevano” era considerato un grande talento della pista e non per niente ai Mondiali giovanili di Annecy nel 1998 si era imposto nei 10.000 metri. Ma si è stancato presto di girare in tondo sul manto gommoso e così ha iniziato a macinare vittorie nelle corse su strada in Italia e in Europa. Barus vive in una fattoria in Kenia con la numerosa famiglia, di cui fanno parte anche cinque fratelli e quattro sorelle, oltre alla moglie e alla figlioletta Dasy.

Ordine d’arrivo: 1. Benson Barus (Ken) 22:52, 2. Kipchumba Kipkorir (Ken) 22:55, 3. S. Bushendic (Ken) 22:59.

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Come eravamo - 2003 bis di John Yuda

Scritto da Federica, 10-03-2010 10:38

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Rispettando i pronostici della vigilia, John Yuda si è imposto per il secondo anno consecutivo sull’impegnativo percorso vigevanese. Con una corsa agile, il tanzaniano ha chiuso la sua fatica dopo 24’54”, fallendo di soli otto secondi il record della manifestazione che gli appartiene dallo scorso anno. La svolta è avvenuta all’inizio del penultimo giro. Con una micidiale progressione, Yuda ha lasciato la compagnia del gruppetto keniano che sino a quel momento gli aveva resistito. Gli ultimi a cedere sono stati il 23enne Moses Mosop ed il 22enne Solomon Bushendich. Per trovare un azzurro occorre scendere al sesto posto con il bellunese Gabriele De Nard. Con 23’19”, De Nard ha eguagliato il tempo di Di Napoli, (primo nel ‘90), e Cova (vincitore nell’86), crono da allora mai più ottenuto da un atleta italiano.

Ordine d’arrivo: 1. Yuda (Tan) 22:54, 2. Mosop (Ken) 22:58, 3. Bushendich (Ken) 22:59

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Come eravamo - 2002, vince John Yuda

Scritto da Federica, 08-03-2010 09:31

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John Yuda, Tanzania: un diamante, ancora grezzo, che ha impreziosito l'edizione 2002 della "Scarpa d'Oro - Memorial Dante Merlo". Non sembra vero che faccia atletica da soli due anni. Leggero come una farfalla, potente e rabbioso come un ghepardo, Yuda è ambizioso e sta costruendo sulle strade del mondo un passo che potrà diventare micidiale e portarlo nei libri di storia, come i suoi predecessori neri. E sull'acciottolato lomellino ha dimostrato di possedere un cambio micidiale. Nei primi degli 8 km di gara, Yuda è stato tranquillo. Ha lasciato che i kenianiCheruiyot e Rerimori operassero la selezione. Loro strappavano e lui li seguiva con passo leggero, aspettava il momento di sferrare l'attacco. Un attacco feroce sulla salita al sesto dei sette giri. Il cambio di passo è stato talmente perentorio che ha sorpreso la muta keniana. Vittime predestinate ma che non si sono date per vinte. Hanno cercato di recuperare, ma all'entrata nel Castello Yuda aveva venti metri di vantaggio. Ha continuato imperterrito, incurante degli avversari. Ha chiuso in 22’46”, dieci secondi in meno del record del tracciato stabilito nel 1991 da Moses Tanui.

Ordine d’arrivo: 1. Yuda (Tan) 22:46, 2. Rerimori (Ken) 22:50, 3. Kemboy (Ken) 22:52
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Come eravamo - 2001, vince il grande favorito Sergey Lebid

Scritto da Federica, 05-03-2010 10:07

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2001-lebidIl grande favorito è l'ucraino Sergey Lebid, stella di prima grandezza e astro nascente delle corse di lunga lena. Il biondo atleta dell'est viene da un inverno strepitoso e sembra in gran forma. Però la fatica accumulata due settimane prima sulle strade di Milano potrebbe giocargli un brutto scherzo. Il tracciato vigevanese mette a dura prova le capacità muscolari. Lebid, dunque, sulla carta pare abbia già avere in tasca la "Scarpina d'oro”. Tutto facile? Non proprio. Giuliano Battocletti, compagno di squadra, non ci sta ad arrivare secondo senza provarci. Subito dopo lo sparo, il trentino prende le redini della corsa. Il solo a seguirlo è Lebid. Cinque giri allo spasimo, nella speranza di fiaccare la resistenza dell'amico-rivale. Nulla da fare. Lebid attende con pazienza il momento giusto per piazzare la zampata vincente. Inizia il sesto giro. È in quel punto che l'ucraino lancia l'attacco. Il vento, che ancora spazza la città, non lo disturba. In 150 metri ne guadagna venti. Quando i due sbucano nel cortile del castello il guerriero dagli occhi chiari ha già vinto. Da quel momento sarà una passerella trionfale.

Ordine d’arrivo: 1. Lebid (Ukr) 23:20, 2. Battocletti (Cover) 23:41, 3. Crepaldi (Carabinieri) 23:47

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